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18gennaio
2019

 

Difficoltà: facile
Tempo di preparazione: 10′
Tempi riposo: 2h+ 20′

Le origini del caffè espresso.
Ogni mattina, la gran parte degli italiani, inizia la sua giornata bevendo una calda tazzina di caffè espresso.
All’espresso non sono legati solo il gusto e l’effetto benefico che apporta al nostro organismo, ma sono annessi tantissimi altri significati.
Comprende infatti anche un vero e proprio rito che da generazione appartiene al nostro Paese e che parla di amicizia, relax, ritmi lenti, pause rigeneranti e carica per ripartire dopo un bel sonno.
In Italia ne consumiamo in media quasi sei chili a testa ogni anno, circa tre tazzine al giorno, e siamo soltanto al dodicesimo posto della classifica mondiale.
Però abbiamo un importante primato: l’invenzione stessa dell’espresso.
Il brevetto della prima macchina che produceva caffè istantaneo viene depositata nel 1901 dall’ingegnere milanese Giuseppe Bezzera. Nel 1948, sempre un italiano, realizza la macchina a caldaia che ha poi attraversato gli oceani arrivando ovunque nel mondo.

Perchè si chiama caffè espresso?
Quindi il nome espresso dato al caffè è dato dalla velocità con cui veniva preparato: per servire una tazza fumante di caffè erano necessari in origine appena 45’’.

Il miglior caffè in casa: con le capsule Caffè Concerto.
Fino a poco tempo fa una buona tazzina di caffè espresso era appannaggio esclusivo dei migliori bar. Oggi, grazie all’arrivo delle caffè in capsula Concerto, in solo 30’’ possiamo ottenere in casa un elisir cremoso e avvolgente, spesso migliore del bar!
Il segreto è tutto nell’attenzione e nella ricercatezza che Concerto mette nella selezione dell’arabica e del robusta, rigorasamente bio, utilizzati per la realizzazione delle capsule.

A chi ama il caffè oltre a berlo in purezza, piace anche poterne ritrovare l’aroma nei cioccolatini, nel gelato, nei dolci.
A me capita spesso di utilizzarlo per improvvisare dolci per gli ospiti dell’ultimo minuto.
Un’idea che mi è piaciuta moltissimo è stata declinare al caffè un inglesissimo syllabub.

Cos’è il Syllabub?
Dietro questo nome alquanto bizzarro e misterioso si nasconde uno dei piu antichi dessert inglesi. E’ un dolce dal sapore insolito e gradevole. Nella versione attuale, una crema montata a base di
liquore, spezie, zucchero e panna. Originariamente veniva preparato con vino o sidro e con uno strato di schiuma, che lo caratterizzava e che secondo la tradizione, si otteneva mungendo direttamente una mucca nel bicchiere!
Oggi, senza mucca, preparo un syllabub in versione “corrotta” aromatizzandolo con il Caffè Concerto Gusto Arabica e con il liquore all’amaretto. Il risultato è una spuma dalla consistenza soffice ma sostenuta, con l’aroma deciso del Caffè Concerto che lega, senza sovrastare, con il gusto delicato dell’amaretto.

Video Ricetta

Ricetta

Ingredienti per un bicchiere di Syllabub

  • 0.5 dl di panna fresca
  • 0.5 dl di latte di cocco
  • 1 tazzina di Caffè Concerto Gusto Arabica
  • 2 cucchiaini di zucchero di canna bianco
  • mezzo bicchiere di liquore all’amaretto
  • cioccolato fondente
  • noce moscata
  • 1 biscotto amaretto

Preparazione

  1. Preparate una tazzina di Caffè Concerto, unite lo zucchero, una grattata di noce moscata e mescolate fino a che lo zucchero non sia sciolto completamente. Lasciate raffreddare.
  2. In una ciotola versate la panna e il latte di cocco, montate bene, unite il caffè freddo, il liquore all’amaretto e amalgamate delicatamente con uno spatola fino ad ottenere un composto omogeneo.
  3. Spezzettate l’amaretto sul fondo del bicchiere, quindi riempitelo con il composto e lasciatelo riposare in frigo per 30’.
  4. Spolverizzate con il cioccolato fondente e servite se vi piace con altri biscottini amaretti.

 

In collaborazione con Laura Gioia 
Essenza di Vaniglia

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